Bisogno o desiderio? L’amore ai tempi delle chat

 Che cos’è l’amore? Perché nasce e soprattutto da dove nasce?

Questi sono interrogativi che hanno attraversato, nei tempi, le menti dei più famosi psicologi, filosofi e letterati e, direi, di ogni essere umano.

Oggi questi interrogativi sembrano aver trovato una risposta molto chiara e definitiva: l’amore è il soddisfacimento di un bisogno che deve essere colmato, niente di più e niente di meno, quindi, rispetto alla voglia di comprarsi un paio di scarpe. È per questo, a partire da questa visione, che i nostri cellulari hanno molto spesso, sul display, due icone vicine l’una all’altra: la prima per comprare vestiti on line e l’altra per conoscere l’uomo o la donna della nostra vita, promettendo di incontrare in questo modo l’anima gemella.

Ma può essere davvero così? Può la stessa logica che guida un voler riempire un vuoto in un armadio essere la stessa per avvicinarsi all’amore?

È proprio questo, a mio avviso, il punto:

l’amore non può essere una risposta ad un vuoto, ma deve fondarsi sul desiderio, spazio in cui è possibile accettare la frustrazione di poter aspettare nella propria mancanza.

Se l’amore si fonda sul riempimento del vuoto, allora, i nostri letti non saranno mai veramente riempiti, così come non lo sono mai, davvero, gli armadi delle donne. Al contrario, invece, se riusciremo a vivere il nostro desiderio, e quindi la nostra mancanza, allora ci daremo la possibilità di poter incontrare davvero l’Altro e, quindi, l’amore.
C’è una dimensione che in questi anni sembra creare i problemi più grandi, quella del tempo dell’attesa. In questo nostro mondo deve essere ottenuto tutto e subito, la dimensione del tempo è stata pressoché annullata e sostituita dall’angoscia di dover controllare tutti gli aspetti della nostra vita che sembra debba corrispondere a dei tempi televisivi, in cui tutto è scansionato da una scaletta che non ammette deviazioni e cambiamenti.

Viviamo continuamente in questa frenesia, ma i tempi della vita e dell’amore, per fortuna, faticano a rientrarci e anche se questo spesso provoca un’angoscia apparentemente più grande rispetto a chi sembra seguire la scaletta, in realtà è l’unico modo che ci permette davvero di vivere e quindi di poter accedere all’epifania di un incontro, che per definizione non potrà mai essere previsto in un copione. Anche perché, come vediamo sempre di più nei nostri studi, la cosa peggiore che possa accadere ad un essere umano è proprio quella di vedersi esaudire tutti i suoi desideri, di rispettare, appunto quella scaletta che in questi anni presuppone essere sposati, avere dei figli, essere manager, avere una grande e bella casa e tutte le altre cose che noi tutti conosciamo.

Ma l’amore vero rifugge, per fortuna, da tutte queste categorie e ci costringe al confronto con noi stessi, primo Altro che noi tutti dobbiamo imparare ad amare prima di poter accedere all’amore dell’Altro.

a cura della dott.ssa Eleonora Clemente

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