Il ritorno a scuola dopo il disastro di Amatrice

Dal crollo alla ricostruzione interiore

Il terremoto devasta e sbriciola non solo le case, le macchine e le strade ma i ricordi e ancor più grave le persone e le famiglie, crollano i mattoni come crollano le certezze, le origini, le fondamenta di ogni singolo bambino, adolescente, adulto o anziano colpito da questa catastrofe. E’ chiaro che essere travolti da un evento come questo mette a dura prova le nostre capacità di adattamento e la nostra salute psicologica, sebbene le reazioni di stress vengano considerate una reazione normale a eventi eccezionali.

I Rischi:

Fondamentalmente, i rischi per la sfera psicologica sono legati all’insorgenza di patologie, spesso gravi, come la depressione o il Disturbo Post Traumatico da Stress (DPTS) conseguenti alla cronicizzazione della paura, che diventa angoscia quando l’evento sismico non si esaurisce in breve ma si protrae nel tempo. Il terremoto infatti produce nelle persone uno choc emozionale intenso, scatenando ansia, paura e attacchi di panico.

In questo breve articolo vorrei focalizzarmi sui bambini e ritengo quindi necessario distinguere tra la loro percezione dello stress e quella degli adulti, dato il differente approccio con cui vivono il dramma e le diverse terapie a cui dovranno essere sottoposti.

In generale, dal punto di vista psicologico, le due categorie più a rischio sono soprattutto i bambini e gli anziani perchè hanno meno risorse per poter affrontare pensieri ed emozioni derivanti dalla catastrofe vissuta, in questo caso, si devono predisporre delle strategie da adottare individualmente. I bambini possono essere sostenuti con la psicoterapia, che viene praticata anche sui genitori e sugli insegnanti, in modo da creare una vera e propria rete attorno al piccolo per poterlo così aiutare nella guarigione.

Conseguenze:

I comportamenti più frequenti che possono manifestare sono: problemi del sonno, paura del buio, irritabilità, comportamenti aggressivi, cambiamenti dell’umore, ansia da separazione e rifiuto di andare a scuola. A tal proposito vorrei sottolineare l’importanza che ha per le piccole vittime il rientro a scuola,nella “routine quotidiana”, al ripristino in qualche modo della “normalità”.

A settembre i piccoli hanno potuto, grazie al lavoro di tutti gli operatori, accedere alle loro nuove aule e grazie all’aiuto di un team di psicologi e psichiatri, che ha fornito loro un sostegno, sono riusciti a farlo con un percorso scolastico studiato e mirato al momento delicato e particolarmente sconvolgente che stanno attraversando.

I bambini hanno bisogno di raccontare e soprattutto di disegnare ciò che hanno vissuto, che è molto più grande della loro tenera età, la scuola in questo li può aiutare dando loro la possibilità di esprimersi attraverso le attività sportive, ludiche e ricreative in cui possono convogliare l’aggressività, la rabbia, le paure e le tensioni che continuano a “sbriciolarli” giorno dopo giorno dando vita ad un processo di ricostruzione interna emotiva fondamentale per fare in modo che ritrovino la serenità che gli è stata portata via.

A cura della dott.ssa Federica Leonardi

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